Titolo Proprio: Tordo viscivoro con vischio (Turdi viscivorus cum visco)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 582
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F32(THRUSH)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 23 x 17
Tag: uccello , vischio , Pierio Valeriano,

L’illustrazione raffigura un tordo posato su una pietra, accanto a una pianta di vischio. Questo esemplare veniva chiamato da Aristotele viscivoro, in quanto si nutriva soprattutto di vischio e resina. Secondo il filosofo greco, i generi di tordi sono tre; tra di essi, il viscivoro è il più grande, della stessa grandezza di una gazza. Pur essendo di dimensioni diverse, i tre generi condividono una caratteristica comune, ovvero il colore: cinereo, con macchie su petto, collo e ventre. Si narra inoltre che questi tordi occupassero gli alberi produttori di vischio e si mantenessero sempre nelle loro immediate vicinanze, senza ammettere altri individui, anzi scacciandoli; e questa loro indole era anche la causa per cui venivano facilmente catturati.
A tal proposito, Pierio Valeriano (1477-1558), nella sua opera sui geroglifici, afferma che il tordo impigliato nel vischio simboleggia l'uomo che cade vittima delle proprie astuzie e dei tranelli da lui stesso predisposti, richiamando la celebre espressione di Plauto secondo cui «l'uccello stesso evacua il vischio che gli procura la morte» e Plinio, il quale sostiene che il vischio si diffonde attraverso gli escrementi degli uccelli, soprattutto dei colombacci e dei tordi.
Aldrovandi riferisce di aver osservato personalmente l'esemplare e di averlo fatto ritrarre dal vivo per la sua opera.
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